La storia dell'Ateneo
Dalle Accademie degli Eccitati e degli Arvali ad oggi 1642 ~ 2010
L'Ateneo di Bergamo nasce dalla fusione delle antiche Accademie degli Eccitati e degli Arvali. L'Accademia degli Eccitati, fondata nel 1642 da un gruppo di eruditi, tra cui Bonifacio Agliardi, Clemente Rivola e Donato Calvi, ebbe attività prevalentemente letteraria; rinnovata nel 1749 ad opera soprattutto di Pierantonio Serassi e di Mario Lupo.Ebbe tra i suoi soci anche Lorenzo Mascheroni e Giovanni Maironi da Ponte.
L'Accademia degli Arvali sorse nel 1769, dietro invito della Repubblica di Venezia, con lo scopo di introdurre sistemi innovativi nell'agricoltura e nell'economia in genere; dapprima l'istituzione si intitolò Accademia d'Agricoltura o degli Arvali; quindi, a partire dal 1787 fu denominata Accademia Economico-Arvale; ad essa sono legati i nomi della nobiltà terriera bergamasca: Benaglia, Rivola, Tomini-Foresti, Mozzi, Brembati, Secco Suardo, Calepino.
Con il decreto napoleonico del 25 dicembre 1810, che tendeva a riformare ed unificare gli istituti culturali, le due istituzioni furono fuse in un solo organismo con il nome di Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Bergamo.
L'Ateneo trovò sede provvisoria nell'ex refettorio e in alcune stanze contigue del monastero di Rosate (nel luogo dell'attuale Liceo Classico Sarpi), ma nel 1818 l'Imperial Regia Delegazione Provinciale dispose di dare come sede definitiva il pubblico locale del Civico Museo, sopra il Fontanone in Piazza Duomo, per risarcire il debito che la città aveva aperto nei confronti dell'istituzione accademica quando, nel 1796, chiese in prestito 4000 scudi per far fronte alle spese che la Municipalità doveva sostenere per l'alloggiamento delle truppe francesi. La generosità dei soci fece sì che l'ambiente venisse ristrutturato, su progetto dei soci Gian Francesco Lucchini e Giacomo Bianconi, in modo da potervi collocare il patrimonio librario, documentario ed artistico, già in possesso delle due antiche Accademie da cui era nato, e per accogliere e conservare le memorie dei suoi più illustri rappresentanti; un'ulteriore sistemazione venne effettuata nel 1859 su progetto dell'architetto Raffaele Dalpino, anch'egli socio. Come era avvenuto nel Settecento fra gli Eccitati, continuò la tradizione dei doni da parte dei soci:: nel 1824 giunse il ritratto di Angelo Mai del Moriggia; nel 1825 Giuseppe Diotti e Giovanni Simone Mayr fecero dono del ritratto di Maironi da Ponte eseguito dal Piccio; nel 1826 fu donato il ritratto di Lorenzo Mascheroni di Diotti; nel 1827 il busto marmoreo di Giovanni Antonio Piccinelli; nel 1828 venne presentato il ritratto del vescovo Dolfin; nel 1835 il pittore Enrico Scuri fece dono di un quadro rappresentante Torquato Tasso; nel 1837 venne donato un busto di Giovanni Simone Mayr; nel 1839 fu inaugurato il busto di Lesbia Cidonia, di mano di Democrito Gandolfi; nel 1841 si fece eseguire a Gaetano Benzoni il busto di Donizetti; nel 1850 venne donata all'Ateneo la collezione di lapidi che i fratelli Simoni avevano raccolto a Bienno di Valcamonica.
Nel 1855 entrò in vigore lo statuto approvato dal Regno Lombardo-Veneto; nel 1869 l'Ateneo venne eretto in Ente Morale e nel 1874 iniziò a pubblicare gli "Atti" delle attività accademiche. Nel 1877 lo Statuto fu rinnovato e il numero dei soci fu fissato a 100.
L'intensa attività culturale dell'Istituzione cominciò ad essere compromessa quando tra il luglio del 1899 e il gennaio del 1900 la biblioteca e i manoscritti furono collocati in deposito presso la Biblioteca Civica A. Mai. Nel 1905 la Società di Cultura di Bergamo si offrì per accogliere ciò che restava della biblioteca degli scambi con le altre Accademie . Nel 1917 la sede fu concessa al Comune per il Museo del Risorgimento; quando questo fu poi installato in Rocca, i soci dell'Ateneo non poterono rientrarvi, perché al posto dell'istituzione culturale si insediò un'organizzazione fascista.
Al termine della II guerra mondiale, i soci dell'Ateneo decisero di riprendere l'attività; venne redatto un nuovo statuto, ratificato dal Presidente della Repubblica (1952). Dal 1949 l'Ateneo ha ripreso la pubblicazione degli Atti che si era interrotta nel 1927; dal 1959 ha sede in Via Torquato Tasso, 4.
L'Ateneo è sostenuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Ufficio Centrale per i Beni Librari e le Istituzioni Culturali e l'Editoria, che ne ha la vigilanza. Ha la finalità statutaria di promuovere e favorire il movimento intellettuale nel campo delle scienze, delle lettere e delle arti, oltre che di custodire le memorie della terra bergamasca. Realizza queste finalità non solo attraverso le comunicazioni che i soci tengono in sede accademica, ma anche promuovendo incontri e convegni di studio, potenziando i rapporti con le altre istituzioni, aprendo ai ricercatori la sua biblioteca antica e moderna.
L'Ateneo si struttura in tre Classi: Scienze Morali e Storiche, Scienze Fisiche ed Economiche, Lettere e Arti; cura e realizza la stampa degli "Atti", degli "Studi", dei "Quaderni", degli "Album", delle "Fonti" e ha rapporti di scambio con numerose Accademie e Istituti Culturali italiani e stranieri.

 
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