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Per una storia della sanità a Bergamo

TE.BE. XIII Testamenti di uomini e donne nella Bergamo del Duecento

L’Ateneo di Scienze Lettere e Arti di Bergamo, sollecitato dalla critica situazione odierna, ha deciso di avviare il progetto Per una storia della sanità a Bergamo. Partendo dallo studio e dalla ricerca sui testamenti  bergamaschi del XIII secolo si è aperto un percorso di conoscenza di grande interesse. I testamenti rivelano infatti dinamiche sociali, economiche, spirituali; informano su episodi individuali o su eventi che riguardano la collettività; segnalano quali siano gli atteggiamenti di fronte alle emergenze, e le cure messe in atto, ma anche le deficienze del sistema.

Per consentirne lo studio i documenti sono stati raccolti nel database TE.BE XIII dopo essere stati trascritti e resi interpretabili da traduzioni scientificamente corrette, espresse in lingua italiana contemporanea. Per ogni testamento il database fornisce l’immagine fotografica, la segnalazione dell’Archivio di appartenenza, la trascrizione, la traduzione.

Grazie al lavoro approfondito di un pool di specialisti della materia – Attilio Bartoli Langeli, Maria Teresa Brolis, Andrea Capelli, Cristiana Cucinotta Fordyce, Gianmarco De Angelis, Federico Feletti, Marco Robecchi – vengono così messe a disposizione fonti preziose per la conoscenza del territorio, della società, della storia delle comunità.

I risultati sono stati raggiunti anche grazie alla generosa e fattiva collaborazione di Biblioteca Civica e Archivi storici Angelo Mai (BCBg), Archivio Storico Diocesano di Bergamo (ASDBg), Archivio di Stato di Bergamo (ASBg).

Calamitosi tempi di contagio

L’archivio consultabile e interrogabile online raccoglie  un nucleo di testamenti fino ad oggi mai studiati, redatti tra il 1629 e il 1630, i terribili anni della peste che imperversò in tutto il nord Italia e che nella bergamasca  provocò la morte di decine di migliaia di persone.

L’interesse particolare di questo corpus di documenti  sta nel fatto che essi furono stilati in una zona molto limitata di territorio, quella di Rosciate, e da un unico notaio, Marco Antonio Benaglio, che  si trovò ad  essere un testimone diretto degli eventi.

L’analisi dei testamenti e una ulteriore ricerca su fonti coeve hanno portato alla pubblicazione di un primo studio che  delinea l’andamento dell’epidemia in quel preciso ambito territoriale.

La messa a disposizione virtuale dei documenti e l’indicizzazione dei loro contenuti consentiranno agli studiosi di approfondire ulteriormente l’argomento per conoscere sempre meglio il fenomeno dell’epidemia che anche a Bergamo mise profondamente in crisi l’assetto sociale, produttivo, politico e amministrativo.

il progetto si avvale del contributo